Novità Bonus Edilizi 2026

Articolo redatto sulla base della Legge 30 dicembre 2025, n. 199
(Legge n. 199/2025)

Bonus edilizi 2026

L'ultima chiamata prima della stretta

A cura del Dott. Leonardo Barella
Commercialista - Revisore Legale
Esperto in contabilità e revisione condominiale

C'è un tempo per decidere e un tempo per rimpiangere di non averlo fatto. Nel vorticoso susseguirsi delle manovre fiscali che caratterizzano questi anni, la Legge di Bilancio 2026 ha scelto, almeno per quest'anno, la via della continuità. Ma attenzione: non si tratta di stabilità, quanto di un'ultima finestra di opportunità prima che il sipario si chiuda.

Il legislatore ha confermato per tutto il 2026 le percentuali di detrazione già in vigore. Nulla cambia rispetto all'anno precedente per chi intenda intervenire sulla propria abitazione con lavori di ristrutturazione, efficientamento energetico o adeguamento antisismico. A ben vedere però questa staticità apparente nasconde un'urgenza: dal 2027 le agevolazioni subiranno tagli significativi che renderanno molto meno conveniente rinviare.

Come stanno le cose oggi

Per le spese sostenute nel 2026 restano agevolati i tre principali strumenti: il Bonus Ristrutturazioni per il recupero del patrimonio edilizio, l'Ecobonus dedicato all'efficienza energetica e il Sismabonus per ridurre il rischio sismico. Quanto si recupera? Dipende dalla natura dell'immobile oggetto di intervento. Per l'abitazione principale la detrazione resta al 50%, mentre per altri immobili scende al 36%. Il limite di spesa agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare, indipendentemente che si tratti di prima casa o di altri immobili.

Esempio concreto: Ipotizziamo di spendere 80.000 euro per ristrutturare l'abitazione principale: la detrazione sarà di 40.000 euro, recuperabili in dieci anni attraverso l'IRPEF, quindi 4.000 euro all'anno. Non sono bruscolini, come si vede.

Nel lavoro professionale capita sempre più spesso di confrontarsi con contribuenti che rinviano gli interventi confidando in future proroghe o in un ritorno a condizioni più favorevoli. L'esperienza insegna però che, negli ultimi anni, chi ha rimandato ha quasi sempre pagato un prezzo più alto in termini di beneficio fiscale perso.

Il Bonus Mobili tiene ancora, ma con un vincolo

Anche il Bonus Mobili e Grandi Elettrodomestici viene prorogato fino al 31 dicembre 2026. Consente di detrarre il 50% sugli acquisti di mobili nuovi e grandi elettrodomestici, con un tetto massimo di spesa fissato a 5.000 euro. Occorre però prestare attenzione ad una condizione imprescindibile: gli acquisti devono essere collegati a lavori di ristrutturazione avviati nel 2025. Il bonus mobili non è autonomo, necessita di un intervento edilizio come presupposto. Senza ristrutturazione in corso o già iniziata l'anno scorso, niente agevolazione sugli arredi.

Le barriere architettoniche restano scoperte

A differenza degli altri incentivi, il Bonus per l'eliminazione delle barriere architettoniche, quello con detrazione al 75%, non è stato prorogato. Per le spese sostenute dal primo gennaio 2026 questo beneficio potenziato non è più applicabile. Resta disponibile come alternativa il Bonus Ristrutturazione ordinario, con le percentuali del 50% o 36% a seconda dell'immobile. Certo non è la stessa cosa, ma almeno un riconoscimento fiscale c'è ancora.

Dal 2027 si cambia spartito

La manovra ha già programmato una riduzione progressiva delle agevolazioni. Non si tratta di ipotesi o di scenari possibili: è norma approvata. Per l'abitazione principale la detrazione scenderà al 36% nel 2027 e al 30% nel 2028. Per gli altri immobili passerà al 30% già dal 2027. Ma non è solo questione di percentuali: nel 2028 il limite massimo di spesa agevolabile verrà dimezzato, passando dagli attuali 96.000 euro a 48.000 euro per unità immobiliare. Un taglio secco che ridurrà drasticamente la convenienza degli interventi.

Confronto tra gli anni

ANNO

PRIMA CASA

ALTRE CASE

LIMITE

2026

50%

36%

96.000 €

2027

36%

30%

96.000 €

2028

30%

30%

48.000 €

A oggi non è chiaro se ecobonus e sismabonus verranno prorogati oltre il 2027. La normativa tace sul loro destino futuro, lasciando nell'incertezza chi sta pianificando interventi di medio-lungo termine.

Non si tratta, quindi, di una semplice limatura delle percentuali, ma di un vero cambio di impostazione del legislatore sul patrimonio immobiliare. Il messaggio è chiaro: ridurre progressivamente il peso delle agevolazioni e spostare l'onere delle scelte su una pianificazione tempestiva e consapevole.

Cosa fare, allora?

Come il contadino sa che se non cura il suo campo non avrà un buon raccolto, così chi possiede un immobile deve sapere che il 2026 è l'ultimo anno per beneficiare delle condizioni attuali. Rimandare al 2027 significa perdere quattordici punti percentuali di detrazione sulla prima casa, e sei sugli altri immobili. Tradotto in euro: su una spesa di 80.000 euro si perderebbero oltre 11.000 euro di beneficio fiscale. Non proprio una cifra trascurabile.

Occorre quindi pianificare subito gli interventi, senza indugi. Valutare bene le priorità tra ristrutturazione, efficientamento energetico e sismabonus. Conservare con cura tutta la documentazione: fatture, bonifici parlanti, comunicazioni ENEA per l'ecobonus. Verificare che ogni bonus abbia i requisiti specifici rispettati, perché ogni agevolazione ha le sue regole e non ammette improvvisazioni.

Ogni situazione è diversa e merita un'analisi personalizzata. La presente ha carattere informativo generale e non sostituisce una consulenza mirata. Ma una cosa è certa: il tempo per decidere non è infinito. C'è chi sostiene che rimandare sia sempre possibile, ma è questa la strategia che conviene?

In un contesto in cui le agevolazioni fiscali diventano progressivamente più selettive, la vera differenza non la fa chi rincorre l'ultimo incentivo disponibile, ma chi pianifica per tempo gli interventi con una visione complessiva del proprio patrimonio immobiliare.

In sintesi

  • Per il 2026 confermati Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus con percentuali: 50% prima casa, 36% altri immobili

  • Limite di spesa agevolabile: 96.000 euro per unità immobiliare (nel 2028 scenderà a 48.000 euro)

  • Bonus Mobili prorogato al 31 dicembre 2026 con detrazione 50% fino a 5.000 euro (solo se collegato a ristrutturazione avviata nel 2025)

  • Bonus barriere architettoniche al 75% non prorogato - resta solo il Bonus Ristrutturazione ordinario

  • Dal 2027 riduzione drastica: prima casa al 36% (30% nel 2028), altri immobili al 30%

  • Nel 2028 dimezzamento del limite di spesa da 96.000 a 48.000 euro

  • Su spesa di 80.000 euro, rimandare al 2027 significa perdere oltre 11.000 euro di beneficio fiscale

  • Incerto il futuro di Ecobonus e Sismabonus oltre il 2027

  • Il 2026 è l'ultima finestra per beneficiare delle condizioni attuali prima della stretta definitiva

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